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Prescrizione di Fatture e Parcelle

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Fatture e parcelle non pagate? Siamo alle solite, vero? Sempre la stessa storia. Ma quali sono i termini prescrizionali? E quando decade il diritto ad incassare?

Prima di entrare nel merito,  una piccola precisazione è d’obbligo. Chiariamo, prima di tutto, la differenza tra prescrizione e decadenza.

La prima (prescrizione) è un mezzo con cui il nostro ordinamento giuridico opera l’estinzione dei diritti quando il titolare non li esercita entro il termine previsto dalla legge.

La seconda (decadenza) consiste nella perdita della possibilità di esercitare il diritto per mancato esercizio del termine perentorio. Due termini simili ma giuridicamente differenti. Ma non voglio farti una lezione di diritto, voglio solo spiegarti in parole semplici entro quanto tempo si prescrivono le fatture e le parcelle.

Cominciamo dalle prime.

La perdita del diritto alla riscossione del credito avviene nel caso in cui il proprio diritto non venga esercitato per un delimitato periodo di tempo. I tempi di prescrizione vengono definiti a seconda della tipologia del credito e in generale, salvi i casi in cui la legge dispone diversamente, il credito si prescrive in 10 anni.

Le fatture commerciali inerenti il pagamento delle utenze (luce, acqua, gas, telefono) si prescrivono in 5 anni dall’emissione (come stabilito dall’articolo 2948 n. 4 del codice civile).

In mancanza di contratto e se il rapporto è fra imprese, si applica il disposto della L. 231/2002 (applicazione degli interessi di mora).

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Nel caso invece di rapporto tra impresa e privato e non vi è nessun contratto scritto, si applica l’interesse legale.

Nel caso di fatture commerciali emesse da commercianti a consumatori finali per la vendita di merci o prestazioni di servizi, la prescrizione è di un anno, così come previsto dall’articolo 2955 del Codice Civile.

Per interrompere la prescrizione, basta invece inviare una semplice raccomandata con cui si sollecita il pagamento.

Per quanto riguarda invece le parcelle dei professionisti, l’articolo 2956 del Codice Civile prevede in 3 anni la prescrizione presuntiva delle stesse. In linea generale, questo termine decorre dalla prestazione.

Per gli avvocati, i procuratori e i patrocinatori legali invece il termine può decorrere dalla sentenza passata in giudicato, dall’accordo conciliativo o dalla revoca del mandato professionale. Per gli affari non terminati la prescrizione decorre dall’ultima prestazione.

E tu, hai fatture o parcelle in scadenza?

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